Contrariamente all’uso corrente che abbiamo fatto dello strumento del “commento” a documenti pubblici o giunti presso di noi, questa volta, non esporremo il commento in prima battuta – lasciando poi di andare a vedere la fonte – . No, abbiamo scelto, perchè lo riteniamo rilevante, di dare immediatamente la parola alla risposta giunta ai nostri rilievi pubblici mossi sul Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. A seguire, abbiamo esercitato il diritto di controreplica. Più per dialogare che per puntare il dito. E comunque, abbiamo pensato di avanzare una proposta precisa che, appunto, potrete leggere, condividere o meno, e commentare, alla fine dell’articolo.
Il M5S di Albano risponde ad Aversa: questi siamo noi e le nostre idee
Gentile Sig.Aversa,
Ha sollevato molte domande con il suo articolo: le rispondiamo con piacere, a parte la cortesia o eventuali obblighi, perché ciò ci dà l’opportunità di chiarire una volta di più cosa significa far parte del MoVimento 5 Stelle e qual è la differenza rispetto alle formazioni politiche tradizionali. Partiremo da ciò che ci riguarda più da vicino, ovvero le questioni che riguardano la realtà locale: lì nasce la nostra esperienza ed è proprio sul territorio che si concentra il nostro sforzo di cambiare le cose, senza sedi, senza strutture, ma con l’impegno individuale di ognuno degli attivisti.[Precisiamo che quelle che seguono sono le opinioni del M5S di Albano Laziale e che facciamo riferimento a quanto già reso pubblico nel 2010 quando ci presentammo in tale comune per le elezioni amministrative]
1. Qual è il programma di vita economica (vocazione-aspirazione) che pensate per i Castelli romani?
I Castelli Romani hanno un cuore pulsante che è tenuto in vita da due elementi, il suolo ed il patrimonio storico-artistico; è persino banale ribadire che agricoltura e turismo dovrebbero mantenere un ruolo importante nel contesto dell’economia locale. Quindi, ad esempio, stop alla cementificazione (che deturpa il territorio e sottrae terreni arabili) e sì invece alla riqualificazione degli edifici esistenti, quelli dismessi ed abbandonati. Proprio pochi mesi fa ad Albano abbiamo presentato uno studio dettagliato di recupero del centro storico, fatto conoscere a cittadinanza e amministrazioni tramite un’assemblea pubblica di cui può trovare i dettagli a questo link
Ha fatto cenno alle aspirazioni dal territorio, passiamo alle persone. Dall’anno scorso abbiamo infatti messo in cantiere un “Progetto lavoro“che ribalta la prospettiva usuale: interrogare chi non ha lavoro sulle proprie aspirazioni e poi passare a verificare nella realtà locale le possibilità di impiego. Quanti archeologi, architetti, ingegneri o anche operai abbiamo costretto ad andare fuori sede, nella capitale o più lontano, magari sottopagati, che potremmo invece tenere qui a migliorare il posto in cui vivono? In quest’ottica abbiamo anche studiato la possibilità di dare vita ad un circuito di moneta complementare, che potrebbe dare un po’ d’ossigeno ai comuni e consentirgli magari di avviare dei progetti pilota come quello appena esposto. Parlando di economia però, questi sono forse solo dettagli, la cosa importante è rendersi conto che il modello del consumismo sfrenato, del neoliberismo e della magica moltiplicazione del denaro è finito: in Europa, in Italia e così ai Castelli. La meta è un modello in cui sviluppo non significa consumo e ricchezza non vuol dire PIL. 2. Qual è il cambiamento che vorreste proporre sulla qualità-gestione del potere locale nei Castelli? Facendo esempi: per le giunte di centrosinistra e per quelle di destra. Ci permetta, fuor di polemica, di far presente che la domanda presenta qualche ambiguità e forse anche un po’ di confusione… Ad ogni modo, a nostro avviso, la gestione del potere a livello locale appare pessima: i soliti vecchi schemi, poche idee e ancora meno fatti concreti. Da un lato come dall’altro, il benessere dei cittadini è quasi sempre subordinato a quello di parte e le poche iniziative lodevoli si arenano spesso davanti alle consuete beghe di potere: voto di scambio, raccomandazioni, municipalizzate gestite come aziende di famiglia. Da due anni proponiamo ai Comuni del bacino di associarsi per la gestione dei rifiuti, accordandosi per una raccolta differenziata spinta, avendo i Castelli Romani quelle masse critiche sufficienti per mettere in piedi un vera gestione, associazione, o consorzio che si dica, che dovrà controllare la sola gestione della raccolta. Il riciclo e la loro trasformazione in materie prime seconde sarà nelle mani delle domande d’offerta; tutto ciò è il solo modo per uscire definitivamente dalla logica suicida delle discariche e degli inceneritori, che (giustamente) nessuno vuole sui propri territori. Anche in questo caso la proposta è stata presentata con tanto di studio di fattibilità, aiutati anche da tecnici del Consorzio dei Navigli (Mi): fatta salva qualche rara eccezione, non abbiamo ricevuto che timide risposte, silenzi e, in qualche occasione, vero e proprio ostruzionismo, soprattutto ad Albano.
Sosteniamo il coinvolgimento attivo della cittadinanza attraverso le associazioni e i comitati di quartiere: la creazione di assemblee locali in grado di esprimere parere consultivo, l’ingresso di esponenti della società civile nella gestione dei beni comuni (i rifiuti, ma anche l’acqua e tutto ciò che ha un valore collettivo) non sono fantapolitica. Perché le amministrazioni non se ne fanno promotrici? Ecco degli esempi validi per tutti i piddì-più-o-meno-elle in circolazione: non sono i “rappresentanti-portavoce” del M5S a chiederlo bensì, come le giornate elettorali che stiamo vivendo dimostrano, una crescente maggioranza dei cittadini e il buon senso (del quale sì, ci sentiamo rappresentanti). Chi ravvede in tutto ciò, strumenti da utilizzare a proprio favore o per giochini di casta/partito, fa parte della storia ipocrita di questo Paese, e se ne allontanerà presto.
3. Quale iter avete in mente per proporre liste locali di M5S?
L’iter è sempre lo stesso e, in realtà, noi non proponiamo un bel niente. Sono i cittadini, qualora in un dato comune lo ritengano necessario, a riunirsi e a creare un gruppo locale. Le regole sono poche e semplici: che i candidati siano non solo incensurati e senza tessere di partito, ma anche residenti del posto o quanto più possibile inseriti nella vita della comunità in cui si presentano, e soprattutto nessuna coalizione nemmeno con liste civiche, per evitare di unirsi a possibili “liste civetta”, ovvero liste di partito che potrebbero danneggiare la trasparenza e la coerenza che cerchiamo di difendere. Dopodiché si fa domanda allo staff del blog BeppeGrillo.it per ricevere l’autorizzazione a utilizzare il simbolo, richiesta che in presenza dei requisiti summenzionati è accolta in modo praticamente automatico. Trattasi di questioni etiche, che in una società civile dovrebbero essere l’ABC, ma non qui, a quanto sembra, e allora, ben venga che a ricordarle sia stato un comico, non candidato e non iscritto a nessuna lista a 5 stelle. Ma ciò che veramente conta non sono le elezioni, quelle sono solo una possibile e naturale maturazione di un gruppo (meetup) che in un certo senso conclude un processo di vita civica più o meno diretta per cercare di realizzare in maniera più autorevole quello che normalmente cerchiamo di proporre e realizzare tra mille difficoltà (non avendo i mezzi che un’amministrazione può avere), ma non è necessariamente la componente più importante. Che si crei un gruppo di cittadini attivi sul territorio, che lavorino insieme e migliorino i paesi in cui vivono, questo è ciò che ha più valore per noi. Le liste, le elezioni, possono anche non esserci. Se la politica non fosse stata presa in mano da squali e approfittatori avremmo fatto a meno di candidarci; è proprio vero, siamo cittadini con l’elmetto. Se continuerete a volerci ridurre ai soliti schemi, allora non capirete mai la vera rivoluzione che stiamo proponendo: il mettersi in gioco senza speculazioni. Togliamo i soldi e le aziende ai partiti e il gioco è fatto. Persone tra le persone e non SpA che governano l’Italia intera.
Per concludere vorremmo riprendere la sua domanda (quale iter avete in mente per proporre liste locali di M5S?) e chiarirle il fatto che noi non decidiamo nulla per nessuno. Non siamo una sede centrale partitica che detiene il monopolio dei Castelli Romani e va da sé che non possiamo e non vogliamo in alcun caso creare a tavolino liste civiche in un paese piuttosto che un altro. Sia ben chiaro come detto sopra prima di formare una lista civica bisogna lavorare sul territorio e proporre alternative valide, poiché una lista civica M5S non nasce dal nulla come funghi dopo un piovasco.
4. Eventualmente — visto che casi concreti si stanno verificando, ai ballottaggi sareste comunque anti-sinistra o manderete affanculo il PDL locale? L’accusa di connivenze di Grillo o di chicchèssia nel MoVimento col PDL sono talmente risibili da cadere da sé. Chiunque ci conosce appena un po’ più che superficialmente sa che qui non ci sono ne tatticismi, ne manuali cencelli, ne anti-sinistra, ne anti-destra e neppure la tanto sbandierata “antipolitica”.
Semmai è la sinistra stessa ad aver fatto l’anti-sè stessa e ad essere responsabile del proprio suicidio politico. Piuttosto qualcuno dovrebbe ringraziarci di star evitando derive ed estremismi che, partendo da altrove, rischiano di tornare a travolgere l’Europa. Altro che gli intimidatori “Cosa accadrebbe… se un giorno…” farfugliati da Mauro Mazza all’indomani del primo V-Day. Qui è importante che capiate bene una cosa: il Movimento 5 Stelle è fatto di cittadini e non di mestieranti. Gli stessi che nel 2007 hanno riempito le piazze di tutta Italia a centinaia di migliaia per presentare delle proposte di legge (Parlamento Pulito, altro che antipolitica!) e a cui si è fatto orecchie da mercante; quelli che pochi anni dopo sono scesi di nuovo in strada per chiedere un referendum che abrogasse i finanziamenti pubblici ad una stampa evidentemente prezzolata, comprata dai partiti con quei soldi e quindi non attendibile. Sì ‚ci presentiamo alle elezioni. Sì, abbiamo consiglieri e portavoce eletti come i partiti. Tecnicamente potete definirci tali, se vi mette serenità nel confrontarvi con ciò che è irriducibilmente diverso e non inseribile in categorie. Ma i partiti sono appunto “di parte”, sostengono interessi di una parte della popolazione (quella che li vota) rispetto ad un altra. Non è la nostra visione: vogliamo che la politica diventi un servizio civico, che tutti ne facciano un po’ e per un po’ (come una volta il servizio militare, ma senza coercizioni stavolta). Tutti nell’interesse di tutti. Quando ciò accadrà, quando questa sarà realtà, allora sì, avremo vinto. È molto più che una poltrona a sindaco o un’elezione.
Cordiali saluti,
MoVimento 5 Stelle Albano Laziale
CONTROREPLICA (DI DIALOGO) A M5S ALBANO

Maurizio Aversa unitamente ad una delegazione della Sinistra marinese in visita alle Fosse Ardeatine nell’anniversario dell’eccidio
Prima di tutto grazie. Grazie M5S Albano, per l’attenzione, per la serietà profusa, per l’interlocuzione e per la rapidità di risposta. In secondo luogo, vi annuncio immediatamente che al termine di questa “controreplica” avanzerò una proposta che, spero, non cada nel vuoto. Parimenti, se ancora non sapete bene quale sia il mio stile personale (nessuno è dovuto a conoscerlo, ma c’è chi lo sa), ebbene non meravigliatevi di certe asperità se ci saranno. Mi ha molto colto di sorpresa la apparente “spersonalizzazione” della Risposta. Nel senso che proprio perché avevo visto (anche in immagini) delle persone in carne ed ossa, avevo svolto il mio ragionamento e posto i quesiti ai responsabili politici M5S e alle persone sostenitrici di M5S. Invece, ecco la sorpresa, mi ha risposto il M5S di Albano. Va benissimo nella importanza della cosa. Va benissimo perché, immagino, voglia sottolineare che non è l’opinione di un singolo di una mattina qualsiasi di fronte al caffè; ma non sarebbe costato nulla, scrivere a fianco di M5S, che so?, Mario. Ma questo non è un problema. Il merito delle risposte, al contrario, mi affascina, soprattutto se legate ai giudizi politici che ne seguono e ad un assioma, che come tutti gli assiomi (la storia delle religioni ne è piena!) cadrà in frantumi: fra un giorno, un mese, un anno, o ancora dopo. L’assioma è quello del punto 3. “..e soprattutto nessuna coalizione nemmeno con liste civiche, per evitare di unirsi a possibili “liste civetta”, ovvero liste di partito che potrebbero danneggiare la trasparenza e la coerenza che cerchiamo di difendere”. Confesso che non ho seguito tutte le azioni politiche e sociali, tutte le presenze del M5S nei Castelli romani. Però, se la memoria non mi inganna, ricordo di aver visto (forse a cavallo di una bici) un sostenitore M5S con tanto di bandiera presente ad una delle manifestazioni-corteo Albano-Genzano contro l’inceneritore. Allora l’affermazione a non fare coalizioni riguarda perfino quel popolo combattente, quei gruppi di società civile, quei piccoli partiti che tutti insieme, – scusate la ripetizione - tutti insieme, non hanno trovato affatto sconveniente seguire analisi e indicazioni che all’inizio della vicenda, pensate un po’, sembrava condivisibile solo da frequentatori di Centri sociali e simili! E invece, proprio le azioni di lotta compiute assieme, proprio l’elaborazione di una via “amministrativa e di resistenza giudiziaria” attivata dall’impegno di molte persone (a cominciare dall’avvocato Daniele Castri), hanno alla fine reso possibile creare dei contraccolpi a grandi partiti che pensavano di glissare o di aver già risolto le cose in un dato modo. Hanno reso possibile la condivisione di documenti, azioni, ricorsi, di movimenti e di eletti nelle istituzioni. A tutti costoro, nella vicenda specifica, varrebbe la stessa “assiomatica risposta”, pensata dal blog (e cos’è questo blog impalpabile e impersonale un nuovo strumento Orwelliano?) che: No, insieme no! Coalizione No! Sicuri che è la strada giusta per la democrazia?
Proprio la recente vicenda elettorale, scusate la forzatura geografica non rispondente immediatamente, mi suggerisce anche questo quesito: se si fosse stati a parti inverse a Parma. Cioè, se il centro sinistra e la destra fossero giunti al ballottaggio, ma in presenza di quella inaspettata e sorprendente affermazione di M5S; sapendo che M5S ha partecipato attivamente alle battaglie e alle manifestazioni, con altri, per cacciare una Giunta e un sindaco inquisiti e che hanno male amministrato la città; davvero sarebbe stato indifferente non muovere un dito per non consentire il ritorno al governo cittadino di chi era stato appena cacciato? Ripeto è una forzatura geografica, ma ha la forza politica e di amore, perfino, nei confronti del bene pubblico e del bene dei cittadini per ricevere comunque una netta, non ambigua, risposta.
Velocemente, riguardo alla prima risposta ricevuta, sulle questioni della vocazione e del futuro socio-economico castellano, condivido pressoché tutto quello che è stato menzionato. Anche perché, forse sono o non sono a disposizione del M5S di Albano o dei Castelli, elaborazioni e anni di studio, divenute linee di programma svolte dai comunisti e dai compagni della Cgil dei Castelli romani che per loro prerogativa non sono stati sviluppisti, né consumatori di territorio, né deturpatori del patrimonio artistico e archeologico. Anzi, come confermano le scelte odierne (ripeto dei comunisti e di parte della sinistra – da non confondere quindi, come fa di tanto in tanto M5S nella risposta – non necessariamente del Pd) i programmi a cui hanno partecipato e partecipano i comunisti e parte della sinistra è volta alla difesa dell’ambiente e del paesaggio, alla salvaguardia dei beni artistici e storico-archeologici, per uno sviluppo di green economy e per un grande piano di ristrutturazione e di “manutenzione straordinaria” per la difesa dell’idrogeologico, per gli immobili pubblici e anche per quelli privati. Quindi, non c’è alcuna contrapposizione né distanza tra quel che leggo su questo versante di quanto persegue M5S e quanto propongono altri protagonisti della sinistra castellana.

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Purtroppo, pur concordando con la scelta della condivisione “sovra comunale” di alcuni beni/problemi/servizi infrastrutturali al secondo quesito politico non è stata data una risposta. Nel senso, che oltre questo argomento (importantissimo che condivido) non c’è ad esempio un esame della qualità della trasparenza amministrativa; un esame della qualità del rispetto democratico delle istituzioni (non formale!) in modo sostanziale: se si scegli l’ambiguità ne prendo atto. Ma se si vuole cogliere pubblicamente l’opportunità di un confronto, va detto se il metodo qualitativo di amministrare della destra (non parliamo solo di fontanelle, parliamo della creazione di eventi culturali, come ad esempio il sindaco parafascista di Marino che dà continuamente spazio a formazioni fascisti che che in tal modo diffondono nella “qualità” culturale della città e dei giovani cittadini germi di incultura, intolleranza e vera e propria ignoranza!) è più o meno accettabile da M5S. Non è difficile esprimersi. Si deve dire. “Una imbecillità così noi non la faremmo mai”; oppure “Ma anche noi faremmo questo”. Amministrando un comune si devono fare anche queste scelte. Altrimenti, non ci si candida ad amministrare. Ci si candida a fare il ragioniere, il geometra e il fontaniere! Rispettabilissimi ruoli, ma che non c’entrano nulla con l’articolo 49 della Costituzione e con le leggi di partecipazione democratica alla gestione della “res publica”.
Sulla terza risposta avevo già accennato qualcosa in apertura di scritto. Ma vorrei aggiungere una considerazione che, indirettamente, prendo anche dal pensiero espresso da Pizzarotti (neo sindaco di Parma), il quale in una intervista a Repubblica di stamattina si rivolge al giornalista dicendo (vado a memoria): “io mi interesso di Parma. Le cose al di fuori poco mi riguardano e penserò solo a fare solo il sindaco di Parma prendendo linfa da quelli che si sono affermati sul territorio. Aggiungendo che politicamente, lui aveva a livello nazionale non votato, votato Rifondazione e votato Radicale.” Infatti, colgo una sorta di analogia “pazzesca” (per dirla alla Grillo) con quanto dice M5S di Albano quando sottolinea che i Partiti potrebbero anche non esserci; mentre in altre righe esprime che si siamo un gruppo strutturato non come i partiti e che se si vuole potete definirci anche partito. E’ un nucleo di indicibile confusione che non viene risolto. Questo punto, anche se fosse acclarato, (ad esempio per me è così: M5S è un partito, fuori schema ma un partito) da parte dei sostenitori M5S; secondo me, come vedo nella risposta-non risposta, non c’è unicità di veduta sulla propria identità. Ma le risposte ai cittadini e alla città, quelle drammatiche e importanti, quelle sul futuro, non sono solo risposte da “costruire metodologicamente col buon senso”, sono risposte che o rispondono ad una alta condivisione dello stare insieme (democrazia, partecipazione, bene comune, armonioso sviluppo delle personalità giovanili, redistribuizione dei beni in modo equo e col metodo della giustizia sociale….ecc), oppure è la trasposizione del Civismo/Tecnicismo che ci ha dato per figlio Monti; e che ci ha defraudato del potere di scelta (sull’europa, su questa europa, sul governo, sulla crisi, su chi la deve pagare…ecc) con il (NON) ricorso alle urne.
All’ultima risposta credo di aver controreplicato, di fatto mentre affrontavo anche altre questioni nelle considerazioni precedenti, quindi non mi dilungo.
Invece, come preannunciato, mi sento di avanzare una proposta. Lo faccio in pubblico perché il caso, e forse anche la mia pigrizia a non attivare una più approfondita ricerca, mi hanno portato a non avere un rapporto diretto – al momento – con M5S di Albano o dei Castelli. Propongo con la fruizione e le modalità che riterrete opportuno valutare, di svolgere un confronto pubblico (piazza o luogo al chiuso è lo stesso) su questi come su altri temi che vorrete indicare. Potrà essere fatto da voi e da me, se riterrete. Oppure da voi e con altri che indicherete ( ed io sommessamente vorrei essere presente per prendere la parola). Perché la somma delle espressioni critiche delle cose possono dare come risultato anche vie di uscita inaspettate.
Sempre senza sconti, ma con stima, maurizio aversa
NB: naturalmente, a me è più che sufficiente anche solo “maurizio”, ma sig. Aversa mi sembra un po’ riduttivo rispetto alle idee politiche che abbiamo cercato di elaborare come organizzazione politica marinese. Quindi, non per correggere ma per un atto di verità, ricordo che lo scritto è prodotto in quanto segretario dei Comunisti Italiani .





































