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CONTROREPLICA (DI DIALOGO) A M5S ALBANO

maurizio aversa, segretario Pdci Marino

Contrariamente all’uso corrente che abbiamo fatto dello strumento del “commento” a documenti pubblici o giunti presso di noi, questa volta, non esporremo il commento in prima battuta – lasciando poi di andare a vedere la fonte – . No, abbiamo scelto, perchè lo riteniamo rilevante, di dare immediatamente la parola alla risposta giunta ai nostri rilievi pubblici mossi sul Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. A seguire, abbiamo esercitato il diritto di controreplica. Più per dialogare che per puntare il dito. E comunque, abbiamo pensato di avanzare una proposta precisa che, appunto, potrete leggere, condividere o meno, e commentare, alla fine dell’articolo.

Il M5S di Albano risponde ad Aversa: questi siamo noi e le nostre idee 

Gentile Sig.Aversa,

M5S

Ha sollevato molte domande con il suo articolo: le rispondiamo con piacere, a parte la cortesia o eventuali obblighi, perché ciò ci dà l’opportunità di chiarire una volta di più cosa significa far parte del MoVimento 5 Stelle e qual è la differenza rispetto alle formazioni politiche tradizionali. Partiremo da ciò che ci riguarda più da vicino, ovvero le questioni che riguardano la realtà locale: lì nasce la nostra esperienza ed è proprio sul territorio che si concentra il nostro sforzo di cambiare le cose, senza sedi, senza strutture, ma con l’impegno individuale di ognuno degli attivisti.[Precisiamo che quelle che seguono sono le opinioni del M5S di Albano Laziale e che facciamo riferimento a quanto già reso pubblico nel 2010 quando ci presentammo in tale comune per le elezioni amministrative]

Emiliano Bombardieri, M5S Albano

1. Qual è il programma di vita economica (vocazione-aspirazione) che pensate per i Castelli romani?

I Castelli Romani hanno un cuore pulsante che è tenuto in vita da due elementi, il suolo ed il patrimonio storico-artistico; è persino banale ribadire che agricoltura e turismo dovrebbero mantenere un ruolo importante nel contesto dell’economia locale. Quindi, ad esempio, stop alla cementificazione (che deturpa il territorio e sottrae terreni arabili) e sì invece alla riqualificazione degli edifici esistenti, quelli dismessi ed abbandonati. Proprio pochi mesi fa ad Albano abbiamo presentato uno studio dettagliato di recupero del centro storico, fatto conoscere a cittadinanza e amministrazioni tramite un’assemblea pubblica di cui può trovare i dettagli a questo link
Ha fatto cenno alle aspirazioni dal territorio, passiamo alle persone. Dall’anno scorso abbiamo infatti messo in cantiere un “Progetto lavoro“che ribalta la prospettiva usuale: interrogare chi non ha lavoro sulle proprie aspirazioni e poi passare a verificare nella realtà locale le possibilità di impiego. Quanti archeologi, architetti, ingegneri o anche operai abbiamo costretto ad andare fuori sede, nella capitale o più lontano, magari sottopagati, che potremmo invece tenere qui a migliorare il posto in cui vivono? In quest’ottica abbiamo anche studiato la possibilità di dare vita ad un circuito di moneta complementare, che potrebbe dare un po’ d’ossigeno ai comuni e consentirgli magari di avviare dei progetti pilota come quello appena esposto. Parlando di economia però, questi sono forse solo dettagli, la cosa importante è rendersi conto che il modello del consumismo sfrenato, del neoliberismo e della magica moltiplicazione del denaro è finito: in Europa, in Italia e così ai Castelli. La meta è un modello in cui sviluppo non significa consumo e ricchezza non vuol dire PIL. 2. Qual è il cambiamento che vorreste proporre sulla qualità-gestione del potere locale nei Castelli? Facendo esempi: per le giunte di centrosinistra e per quelle di destra. Ci permetta, fuor di polemica, di far presente che la domanda presenta qualche ambiguità e forse anche un po’ di confusione…  Ad ogni modo, a nostro avviso, la gestione del potere a livello locale appare pessima: i soliti vecchi schemi, poche idee e ancora meno fatti concreti. Da un lato come dall’altro, il benessere dei cittadini è quasi sempre subordinato a quello di parte e le poche iniziative lodevoli si arenano spesso davanti alle consuete beghe di potere: voto di scambio, raccomandazioni, municipalizzate gestite come aziende di famiglia. Da due anni proponiamo ai Comuni del bacino di associarsi per la gestione dei rifiuti, accordandosi per una raccolta differenziata spinta, avendo i Castelli Romani quelle masse critiche sufficienti per mettere in piedi un vera gestione, associazione, o consorzio che si dica, che dovrà controllare la sola gestione della raccolta. Il riciclo e la loro trasformazione in materie prime seconde sarà nelle mani delle domande d’offerta; tutto ciò è il solo modo per uscire definitivamente dalla logica suicida delle discariche e degli inceneritori, che (giustamente) nessuno vuole sui propri territori. Anche in questo caso la proposta è stata presentata con tanto di studio di fattibilità, aiutati anche da tecnici del Consorzio dei Navigli (Mi): fatta salva qualche rara eccezione, non abbiamo ricevuto che timide risposte, silenzi e, in qualche occasione, vero e proprio ostruzionismo, soprattutto ad Albano.
Sosteniamo il coinvolgimento attivo della cittadinanza attraverso le associazioni e i comitati di quartiere: la creazione di assemblee locali in grado di esprimere parere consultivo, l’ingresso di esponenti della società civile nella gestione dei beni comuni (i rifiuti, ma anche l’acqua e tutto ciò che ha un valore collettivo) non sono fantapolitica. Perché le amministrazioni non se ne fanno promotrici? Ecco degli esempi validi per tutti i piddì-più-o-meno-elle in circolazione: non sono i “rappresentanti-portavoce” del M5S a chiederlo bensì, come le giornate elettorali che stiamo vivendo dimostrano, una crescente maggioranza dei cittadini e il buon senso (del quale sì, ci sentiamo rappresentanti). Chi ravvede in tutto ciò, strumenti da utilizzare a proprio favore o per giochini di casta/partito, fa parte della storia ipocrita di questo Paese, e se ne allontanerà presto.

Iniziativa M5S Albano a Roma. Licenziamoli tutti.

3. Quale iter avete in mente per proporre liste locali di M5S?

L’iter è sempre lo stesso e, in realtà, noi non proponiamo un bel niente. Sono i cittadini, qualora in un dato comune lo ritengano necessario, a riunirsi e a creare un gruppo locale. Le regole sono poche e semplici: che i candidati siano non solo incensurati e senza tessere di partito, ma anche residenti del posto o quanto più possibile inseriti nella vita della comunità in cui si presentano, e soprattutto nessuna coalizione nemmeno con liste civiche, per evitare di unirsi a possibili “liste civetta”, ovvero liste di partito che potrebbero danneggiare la trasparenza e la coerenza che cerchiamo di difendere. Dopodiché si fa domanda allo staff del blog BeppeGrillo.it per ricevere l’autorizzazione a utilizzare il simbolo, richiesta che in presenza dei requisiti summenzionati è accolta in modo praticamente automatico. Trattasi di questioni etiche, che in una società civile dovrebbero essere l’ABC, ma non qui, a quanto sembra, e allora, ben venga che a ricordarle sia stato un comico, non candidato e non iscritto a nessuna lista a 5 stelle. Ma ciò che veramente conta non sono le elezioni, quelle sono solo una possibile e naturale maturazione di un gruppo (meetup) che in un certo senso conclude un processo di vita civica più o meno diretta per cercare di realizzare in maniera più autorevole quello che normalmente cerchiamo di proporre e realizzare tra mille difficoltà (non avendo i mezzi che un’amministrazione può avere), ma non è necessariamente la componente più importante. Che si crei un gruppo di cittadini attivi sul territorio, che lavorino insieme e migliorino i paesi in cui vivono, questo è ciò che ha più valore per noi. Le liste, le elezioni, possono anche non esserci. Se la politica non fosse stata presa in mano da squali e approfittatori avremmo fatto a meno di candidarci; è proprio vero, siamo cittadini con l’elmetto. Se continuerete a volerci ridurre ai soliti schemi, allora non capirete mai la vera rivoluzione che stiamo proponendo: il mettersi in gioco senza speculazioni. Togliamo i soldi e le aziende ai partiti e il gioco è fatto. Persone tra le persone e non SpA che governano l’Italia intera.
Per concludere vorremmo riprendere la sua domanda (quale iter avete in mente per proporre liste locali di M5S?) e chiarirle il fatto che noi non decidiamo nulla per nessuno. Non siamo una sede centrale partitica che detiene il monopolio dei Castelli Romani e va da sé che non possiamo e non vogliamo in alcun caso creare a tavolino liste civiche in un paese piuttosto che un altro. Sia ben chiaro come detto sopra prima di formare una lista civica bisogna lavorare sul territorio e proporre alternative valide, poiché una lista civica M5S non nasce dal nulla come funghi dopo un piovasco.

4. Eventualmente — visto che casi concreti si stanno verificando, ai ballottaggi sareste comunque anti-sinistra o manderete affanculo il PDL locale? L’accusa di connivenze di Grillo o di chicchèssia nel MoVimento col PDL sono talmente risibili da cadere da sé. Chiunque ci conosce appena un po’ più che superficialmente sa che qui non ci sono ne tatticismi, ne manuali cencelli, ne anti-sinistra, ne anti-destra e neppure la tanto sbandierata “antipolitica”.
Semmai è la sinistra stessa ad aver fatto l’anti-sè stessa e ad essere responsabile del proprio suicidio politico. Piuttosto qualcuno dovrebbe ringraziarci di star evitando derive ed estremismi che, partendo da altrove, rischiano di tornare a travolgere l’Europa. Altro che gli intimidatori “Cosa accadrebbe… se un giorno…” farfugliati da Mauro Mazza all’indomani del primo V-Day.  Qui è importante che capiate bene una cosa: il Movimento 5 Stelle è fatto di cittadini e non di mestieranti. Gli stessi che nel 2007 hanno riempito le piazze di tutta Italia a centinaia di migliaia per presentare delle proposte di legge (Parlamento Pulito, altro che antipolitica!) e a cui si è fatto orecchie da mercante; quelli che pochi anni dopo sono scesi di nuovo in strada per chiedere un referendum che abrogasse i finanziamenti pubblici ad una stampa evidentemente prezzolata, comprata dai partiti con quei soldi e quindi non attendibile. Sì ‚ci presentiamo alle elezioni. Sì, abbiamo consiglieri e portavoce eletti come i partiti. Tecnicamente potete definirci tali, se vi mette serenità nel confrontarvi con ciò che è irriducibilmente diverso e non inseribile in categorie. Ma i partiti sono appunto “di parte”, sostengono interessi di una parte della popolazione (quella che li vota) rispetto ad un altra. Non è la nostra visione: vogliamo che la politica diventi un servizio civico, che tutti ne facciano un po’ e per un po’ (come una volta il servizio militare, ma senza coercizioni stavolta). Tutti nell’interesse di tutti. Quando ciò accadrà, quando questa sarà realtà, allora sì, avremo vinto. È molto più che una poltrona a sindaco o un’elezione.

Cordiali saluti,
MoVimento 5 Stelle Albano Laziale

CONTROREPLICA (DI DIALOGO) A M5S ALBANO

Maurizio Aversa unitamente ad una delegazione della Sinistra marinese in visita alle Fosse Ardeatine nell’anniversario dell’eccidio

Prima di tutto grazie. Grazie M5S Albano, per l’attenzione, per la serietà profusa, per l’interlocuzione e per la rapidità di risposta. In secondo luogo, vi annuncio immediatamente che al termine di questa “controreplica” avanzerò una proposta che, spero, non cada nel vuoto. Parimenti, se ancora non sapete bene quale sia il mio stile personale (nessuno è dovuto a conoscerlo, ma c’è chi lo sa), ebbene non meravigliatevi di certe asperità se ci saranno. Mi ha molto colto di sorpresa la apparente “spersonalizzazione” della Risposta. Nel senso che proprio perché avevo visto (anche in immagini) delle persone in carne ed ossa, avevo svolto il mio ragionamento e posto i quesiti ai responsabili politici M5S e alle persone sostenitrici di M5S. Invece, ecco la sorpresa, mi ha risposto il M5S di Albano. Va benissimo nella importanza della cosa. Va benissimo perché, immagino, voglia sottolineare che non è l’opinione di un singolo di una mattina qualsiasi di fronte al caffè; ma non sarebbe costato nulla, scrivere a fianco di M5S, che so?, Mario. Ma questo non è un problema. Il merito delle risposte, al contrario, mi affascina, soprattutto se legate ai giudizi politici che ne seguono e ad un assioma, che come tutti gli assiomi (la storia delle religioni ne è piena!) cadrà in frantumi: fra un giorno, un mese, un anno, o ancora dopo. L’assioma è quello del punto 3. “..e soprattutto nessuna coalizione nemmeno con liste civiche, per evitare di unirsi a possibili “liste civetta”, ovvero liste di partito che potrebbero danneggiare la trasparenza e la coerenza che cerchiamo di difendere”.  Confesso che non ho seguito tutte le azioni politiche e sociali, tutte le presenze del M5S nei Castelli romani. Però, se la memoria non mi inganna, ricordo di aver visto (forse a cavallo di una bici) un sostenitore M5S con tanto di bandiera presente ad una delle manifestazioni-corteo Albano-Genzano contro l’inceneritore. Allora l’affermazione a non fare coalizioni riguarda perfino quel popolo combattente, quei gruppi di società civile, quei piccoli partiti che tutti insieme, – scusate la ripetizione -  tutti insieme, non hanno trovato affatto sconveniente seguire analisi e indicazioni che all’inizio della vicenda, pensate un po’, sembrava condivisibile solo da frequentatori di Centri sociali e simili! E invece, proprio le azioni di lotta compiute assieme, proprio l’elaborazione di una via “amministrativa e di resistenza giudiziaria” attivata dall’impegno di molte persone (a cominciare dall’avvocato Daniele Castri), hanno alla fine reso possibile creare dei contraccolpi a grandi partiti che pensavano di glissare o di aver già risolto le cose in un dato modo. Hanno reso possibile la condivisione di documenti, azioni, ricorsi, di movimenti e di eletti nelle istituzioni. A tutti costoro, nella vicenda specifica, varrebbe la stessa “assiomatica risposta”, pensata dal blog (e cos’è questo blog impalpabile e impersonale un nuovo strumento Orwelliano?) che: No, insieme no! Coalizione No! Sicuri che è la strada giusta per la democrazia?

Beppe Grillo e Federico Pizzarotti, neosindaco di Parma

Proprio la recente vicenda elettorale, scusate la forzatura geografica non rispondente immediatamente, mi suggerisce anche questo quesito: se si fosse stati a parti inverse a Parma. Cioè, se il centro sinistra e la destra fossero giunti al ballottaggio, ma in presenza di quella inaspettata e sorprendente affermazione di M5S; sapendo che M5S ha partecipato attivamente alle battaglie e alle manifestazioni, con altri, per cacciare una Giunta e un sindaco inquisiti e che hanno male amministrato la città; davvero sarebbe stato indifferente non muovere un dito per non consentire il ritorno al governo cittadino di chi era stato appena cacciato? Ripeto è una forzatura geografica, ma ha la forza politica e di amore, perfino, nei confronti del bene pubblico e del bene dei cittadini per ricevere comunque una netta, non ambigua, risposta.

Velocemente, riguardo alla prima risposta ricevuta, sulle questioni della vocazione e del futuro socio-economico castellano, condivido pressoché tutto quello che è stato menzionato. Anche perché, forse sono o non sono a disposizione del M5S di Albano o dei Castelli, elaborazioni e anni di studio, divenute linee di programma svolte dai comunisti e dai compagni della Cgil dei Castelli romani che per loro prerogativa non sono stati sviluppisti, né consumatori di territorio, né deturpatori del patrimonio artistico e archeologico. Anzi, come confermano le scelte odierne (ripeto dei comunisti e di parte della sinistra – da non confondere quindi, come fa di tanto in tanto M5S nella risposta – non necessariamente del Pd) i programmi a cui hanno partecipato e partecipano i comunisti e parte della sinistra è volta alla difesa dell’ambiente e del paesaggio, alla salvaguardia dei beni artistici e storico-archeologici, per uno sviluppo di green economy e per un grande piano di ristrutturazione e di “manutenzione straordinaria” per la difesa dell’idrogeologico, per gli immobili pubblici e anche per quelli privati. Quindi, non c’è alcuna contrapposizione né distanza tra quel che leggo su questo versante di quanto persegue M5S e quanto propongono altri protagonisti della sinistra castellana.

palozzi-istituzionale-con-polverini-e-casapound-sono-pic3b9-importanti-quattro-voti-che-cultura-e-storia.

Purtroppo, pur concordando con la scelta della condivisione “sovra comunale” di alcuni beni/problemi/servizi infrastrutturali al secondo quesito politico non è stata data una risposta.  Nel senso, che oltre questo argomento (importantissimo che condivido) non c’è ad esempio un esame della qualità della trasparenza amministrativa; un esame della qualità del rispetto democratico delle istituzioni (non formale!) in modo sostanziale: se si scegli l’ambiguità ne prendo atto. Ma se si vuole cogliere pubblicamente l’opportunità di un confronto, va detto se il metodo qualitativo di amministrare della destra (non parliamo solo di fontanelle, parliamo della creazione di eventi culturali, come ad esempio il sindaco parafascista di Marino che dà continuamente spazio a formazioni fascisti che che in tal modo diffondono nella “qualità” culturale della città e dei giovani cittadini germi di incultura, intolleranza e vera e propria ignoranza!) è più o meno accettabile da M5S. Non è difficile esprimersi. Si deve dire. “Una imbecillità così noi non la faremmo mai”; oppure “Ma anche noi faremmo questo”. Amministrando un comune si devono fare anche queste scelte. Altrimenti, non ci si candida ad amministrare. Ci si candida a fare il ragioniere, il geometra e il fontaniere! Rispettabilissimi ruoli, ma che non c’entrano nulla con l’articolo 49 della Costituzione e con le leggi di partecipazione democratica alla gestione della “res publica”.

Sulla terza risposta avevo già accennato qualcosa in apertura di scritto. Ma vorrei aggiungere una considerazione che, indirettamente, prendo anche dal pensiero espresso da Pizzarotti (neo sindaco di Parma), il quale in una intervista a Repubblica di stamattina si rivolge al giornalista dicendo (vado a memoria): “io mi interesso di Parma. Le cose al di fuori poco mi riguardano e penserò solo a fare solo il sindaco di Parma prendendo linfa da quelli che si sono affermati sul territorio. Aggiungendo che politicamente, lui aveva a livello nazionale non votato, votato Rifondazione e votato Radicale.” Infatti, colgo una sorta di analogia “pazzesca” (per dirla alla Grillo) con quanto dice M5S di Albano quando sottolinea che i Partiti potrebbero anche non esserci; mentre in altre righe esprime che si siamo un gruppo strutturato non come i partiti e che se si vuole potete definirci anche partito. E’ un nucleo di indicibile confusione che non viene risolto. Questo punto, anche se fosse acclarato, (ad esempio per me è così: M5S è un partito, fuori schema ma un partito) da parte dei sostenitori M5S; secondo me, come vedo nella risposta-non risposta, non c’è unicità di veduta sulla propria identità. Ma le risposte ai cittadini e alla città, quelle drammatiche e importanti, quelle sul futuro, non sono solo risposte da “costruire metodologicamente col buon senso”, sono risposte che o rispondono ad una alta condivisione dello stare insieme (democrazia, partecipazione, bene comune, armonioso sviluppo delle personalità giovanili, redistribuizione dei beni in modo equo e col metodo della giustizia sociale….ecc), oppure è la trasposizione del Civismo/Tecnicismo che ci ha dato per figlio Monti; e che ci ha defraudato del potere di scelta (sull’europa, su questa europa, sul governo, sulla crisi, su chi la deve pagare…ecc) con il (NON) ricorso alle urne.

Folla ad un appuntamento con Beppe Grillo

All’ultima risposta credo di aver controreplicato, di fatto mentre affrontavo anche altre questioni nelle considerazioni precedenti, quindi non mi dilungo.

Invece, come preannunciato, mi sento di avanzare una proposta. Lo faccio in pubblico perché il caso, e forse anche la mia pigrizia a non attivare una più approfondita ricerca, mi hanno portato a non avere un rapporto diretto – al momento – con M5S di Albano o dei Castelli. Propongo con la fruizione e le modalità che riterrete opportuno valutare, di svolgere un confronto pubblico (piazza o luogo al chiuso è lo stesso) su questi come su altri temi che vorrete indicare. Potrà essere fatto da voi e da me, se riterrete. Oppure da voi e con altri che indicherete ( ed io sommessamente vorrei essere presente per prendere la parola). Perché la somma delle espressioni critiche delle cose possono dare come risultato anche vie di uscita inaspettate.

Sempre senza sconti, ma con stima, maurizio aversa

Tessera del Partito dei Comunisti Italiani

NB: naturalmente, a me è più che sufficiente anche solo “maurizio”, ma sig. Aversa mi sembra un po’ riduttivo rispetto alle idee politiche che abbiamo cercato di elaborare come organizzazione politica marinese. Quindi, non per correggere ma per un atto di verità, ricordo che lo scritto è prodotto in quanto segretario dei Comunisti Italiani .

 

ONCOLOGIA DEI CASTELLI A MARINO? La Asl ci pensa ma la Polverini non sente, non vede e non parla.

Comunicato. Maggio 2012

La Federazione della Sinistra di Marino denuncia l’allarme sanità. Denuncia l’indecisionismo della Regione Lazio. Denuncia la latitanza del Comune di Marino.

 

In campo sanitario la situazione del Lazio e ed in particolare dei Castelli Romani e a Marino, la situazione è più grave di quanto sembra. Siamo in presenza di sabbie mobili. Siamo tornati ai tempi della vecchia politica democristiana: cercare di non scontentare nessuno per non decidere mai.

ospedale san giuseppe marino

ospedale san giuseppe marino

Conseguenza: sprechi notevoli. Inefficacia della politica sanitaria. Cittadini bisognosi di cure e pazienti allo sbando (sia nel pubblico che nel privato), ma con una possibilità in più per i privati di fare grandi affari.

Perché? Perché il privato si organizza per fare cassa, e, nel regno del non decidere, chi si muove liberamente può liberamente trovare spazio per i propri affari.

Questi convincimenti non ci vengono solo dalle promesse mancate della destra al governo di Marino e della destra al governo della Regione e della sanità regionale ma trova conferma proprio dal linguaggio ambiguo del Direttore Generale della Asl Roma H.

In una recente intervista rilasciata a Marino24ore, il dott. Alessandro Cipolla ha, tra l’altro, detto:

dott. cipolla alessandro D.G. asl roma h

dott. cipolla alessandro D.G. asl roma h

“…il nosocomio di Marino è nevralgico e fondamentale per tutta la sanità castellana, anzi io continuo a proporre per il San Giuseppe l’insediamento di un polo oncologico vista la presenza di medicina nucleare. Ora bisognerà vedere se con la Regione Lazio riusciremo a fare questo percorso.”.

Noi comunisti della Federazione della Sinistra, preoccupati della carenza dei servizi ai cittadini, del restringimento delle politiche di welfare e sicurezza sociale intraprese sia dalla Giunta di destra alla Regione Lazio che dal Governo Monti, denunciamo che le parole pronunciate dal dott. Cipolla sono oltremodo un grido d’allarme rivolto alla insensibilità e alla sottovalutazione della politica sanitaria nella Asl Roma H da parte della Regione Lazio e della Presidente Polverini.

Non si spiega altrimenti l’ammissione del direttore con quel “..bisognerà vedere con la Regione Lazio..”. Il messaggio è rintracciabile, anche se immediatamente chiaro.

Renata Polverini, presidente Regione Lazio: nota a Marino per l'atterraggio in elicottero durante la campagna elettorale pro-Palozzi e pro-Ospedale!

Renata Polverini, presidente Regione Lazio: nota a Marino per l’atterraggio in elicottero durante la campagna elettorale pro-Palozzi e pro-Ospedale!

E’ la Regione Lazio che non dà la possibilità, o la certezza, di utilizzare in modo programmato una struttura ospedaliera come il San Giuseppe di Marino.

E’ la Regione Lazio e la Polverini che non tengono in dovuto conto delle professionalità dei medici, dei paramedici e di tutto il personale ospedaliero che opera a Marino.

Manifestiamo la nostra totale disapprovazione sul silenzio colpevole delle giunte regionale e comunale che getta la sanità e la tutela della salute dei cittadini a Marino nelle sabbie mobili. Così come non accettiamo la mancanza di una denuncia netta da parte della Asl.

Intanto, assistiamo al fatto che la Giunta marinese latita, e che la protettrice Polverini si dedica, solo di quando in quando, a fare spot elettorali su Marino.

Anche nel campo della sanità, della sicurezza sociale, dei diritti basilari dei cittadini, c’è bisogno del ritorno della Sinistra.

 

Dichiarazione dei segretari della Federazione della Sinistra:

Romana Paolini, Prc

Maurizio Aversa, Pdci

 

Il centrosinistra marinese esprime sdegno per l’attentato di Brindisi e solidarietà alle famiglie delle vittime


(A SEGUIRE IL COMUNICATO, LE REAZIONI NAZIONALI)

Quanto accaduto stamane a brindisi è gravissimo, alle 8 di mattina sono state fatte esplodere tre bombe di fronte ad una scuola, uccidendo un allieva e ferendone altri sette!brindisi 19 maggio reazione all'orrore della strage

Questo mentre gli stessi ragazzi, assieme agli studenti di altre scuole, avrebbero partecipato, come siamo sicuri che comunque faranno, oggi alla prevista ‘Marcia per la Legalità’.

Chiunque sia responsabile di tale vile atto ha solo ottenuto una strage di innocenti. E questo è intollerabile.

Il centro sinistra marinese unito esprime il suo cordoglio e dolore per la giovane vittima, ci stringiamo alle madri e ai padri, ai famigliari e a tutti i brindisini, condividendone il dolore.

Condanniamo fermamente l’atto criminale, sentendo così di interpretare la solidarietà e la voglia di giustizia immediata di tutta la cittadinanza di Marino.

Partito Democratico, Fds (Prc-PdCI), Verdi, Sel, Idv, Psi, Lista Onorati

REAZIONI

BRINDISI: DILIBERTO, IL PDCI SI MOBILITA IN TUTTO IL PAESE. OGGI IN PIAZZA A PRESIDI CONTRO TERRORISMO “Di fronte al terrorismo, di qualunque matrice, le forze democratiche devono reagire subito insieme, unite, per evitare che vinca chi punta, o dal versante criminale o da altri versanti, alla destabilizzazione dello Stato.” Lo afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci, che prosegue: “Le indagini e la magistratura ci diranno la verità su questo vile gesto, intanto oggi saremo in piazza, a partire dai nostri giovani, nei presidi organizzati in tutta Italia, perché un attentato di queste proporzioni non può vederci immobili.”

VENDOLA, PRIMA VOLTA ORDITA STRAGE RAGAZZI
“Mai una mente criminale aveva ordito in Italia una strage di ragazzini”. Il primo commento a caldo del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, giunto sul luogo dell’attentato. “I miei occhi – ha aggiunto – vedono ciò che non avrebbero voluto vedere. Vedono i segni della strage, gli zainetti, i quaderni, le povere cose di ragazzini e ragazzine che andavano a scuola la mattina. Una strage pensata, programmata. Chi ha confezionato l’ordigno voleva proprio la strage dei ragazzini, voleva nutrirsi di quel sangue innocente”. ”Oggi dobbiamo dare una risposta forte e chiara ai barbari, a chi ha osato fare quello che neanche si può immaginare: spezzare la vita di giovani, spezzare la vita dei figli, portare la strage, il sangue davanti ad una scuola, ordire una strage di ragazzini e ragazzine è il delitto più orrendo”. Lo ha detto, parlando con i giornalisti il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che si è recato a Brindisi, appresa avuta notizia dell’esplosione. “Oggi – ha aggiunto – dobbiamo poter dire a questi assassini che saranno fermati e colpiti, che la coscienza civile e democratica di Brindisi, della Puglia, di tutta Italia li manderà all’inferno”.

DI PIETRO: SI RISCHIA LA GUERRA CIVILE
“Ora o mai più bisogna essere tutti uniti contro questa strage, questo attacco alle istituzioni, non solo per difendere il Paese da questo ritorno stragista e terroristico. O la stronchiamo immediatamente, questa fase terroristica, o il nostro Paese è destinato a una guerrà civile”. E’ il primo commento del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, all’attentato di Brindisi, espresso durante la sua partecipazione, a Lanciano, a un convegno con studenti dell’Itcg “Enrico Fermi”. “Ora o mai più bisogna essere tutti uniti contro questa strage, questo attacco alle istituzioni, non solo per difendere il Paese da questo ritorno stragista e terroristico. O la stronchiamo immediatamente, questa fase terroristica, o il nostro Paese è destinato a una guerrà civile”. E’ il primo commento del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, all’attentato di Brindisi, espresso durante la sua partecipazione, a Lanciano, a un convegno con studenti dell’Itcg “Enrico Fermi. 

BERSANI (PD): UN GRANDE DOLORE
«Voglio esprimere dolore e indignazione per il più aberrante dei delitti che si è consumato questa mattina a Brindisi». Questo il commento del segretario nazionale del Partito Democratico alla notizia dell’esplosione oggi a Brindisi di un ordigno che ha causato la morte di una ragazza e il ferimento di numerosi studenti. «Esprimo solidarietà alle vittime e alle loro famiglie – dice Bersani – e chiedo che tutti assieme si reagisca per avere verità e colpire gli infami e garantire serenità alla nostra democrazia e alla vita quotidiana dei cittadini».

PRESIDENTE COOP LIBERA: SIAMO SCONCERTATI
«Siamo sconcertati, è inaudito». Lo dice Alessandro Leo, presidente della cooperativa ‘Terre di Puglia – Libera terrà commentando l’esplosione di un ordigno davanti a una scuola dedicata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo a Brindisi. «L’attacco a una scuola è un fatto talmente fuori dall’ordinario – aggiunge Leo – in genere qui le bombe sono state usate a fini estorsivi, ma metterla in una scuola sembra una trappola solo per far male a qualcuno, stiamo cercando di capire». Proprio in questi giorni la carovana antimafia di Libera si trova in Puglia e in mattinata era prevista una conferenza stampa in un bene confiscato in una frazione di Brindisi, insieme alla Cgil. «La conferenza verrà fatta, ma dopo gli ultimi fatti non sappiamo ancora a che ora», dicono gli organizzatori.

FRATELLO MORVILLO, MAFIA PISTA ATTENDIBILE
“La pista a sfondo mafioso, al momento, mi appare come la più attendibile. Lo dico per il luogo e la tempistica con cui è avvenuto: la scuola intitolata a Francesca Morvillo e la giornata di commemorazione delle stragi mafiose mi fanno pensare a questo”. Lo ha detto Alfredo Morvillo, procuratore a Termini Imerese e fratello di Francesca Morvillo, la moglie di Falcone uccisa nella strage di Capaci. La scuola di Brindisi, di fronte alla quale questa mattina sono scoppiati due ordigni, è intitolata sia a Falcone sia alla moglie Francesca Morvillo.
Il procuratore Morvillo ha partecipato oggi a Prato alla cerimonia di commemorazione delle stragi mafiose che uccisero Falcone e Borsellino. “Naturalmente gli investigatori e tutti noi che facciamo questo mestiere – ha chiarito Morvillo – siamo abituati ad indagare su tutte le ipotesi, senza tralasciare alcuna pista”.

RITA BORSELLINO: PROVO RABBIA E DOLORE
“Qualunque sia la matrice delle bombe di Brindisi, è stato colpito il cuore della lotta per la legalità, la scuola”. Lo ha detto Rita Borsellino, relatrice per il gruppo S&D in commissione speciale contro mafie e crimine organizzato del Parlamento europeo. “Provo profondo dolore per le giovani vittime, ma anche grande rabbia e sdegno per questo vile attentato – continua – Adesso, noi tutti, istituzioni e cittadini, dobbiamo tenere alta l’attenzione e stringerci intorno ai valori su cui si fonda la nostra democrazia”. “Bisogna fare al più presto luce su quanto accaduto, assicurando verità e giustizia. – conclude – E proseguire con maggiore forza in quel cammino di lotta per la legalità di cui le scuole sono il motore”.

MARIA FALCONE: «COLPO VIGLIACCO»
“E’ un colpo vigliacco, bisogna andare avanti, è in gioco la democrazia”. Lo ha detto Maria Falcone, commentando al suo arrivo all’albero Falcone i fatti di Brindisi. “Noi 20 anni fa non ci siamo fermati, non abbiamo avuto paura – ha aggiunto – Bisogna alzare la testa e dire alle nostre istituzioni che, chiunque sia stato, ci vuole massima attenzione”. Un lungo minuto di applausi è partito dalla folla di manifestanti ai piedi dell’albero Falcone, in via Notarbartolo, davanti alla casa del magistrato ucciso, per dare il via al sit in ricordo della giovane vittima di Brindisi. Da qui poi la manifestazione si sposterà al Politeama per concludersi con una fiaccolata alle 20 alla scuola Falcone del quartiere Zen.

NAPOLITANO, APPRENSIONE-VICINANZA FAMILIARI
“Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, esprime il suo profondo dolore per la perdita della giovane vita di Melissa stroncata dal barbaro attentato di questa mattina a Brindisi, per le gravissime condizioni di Veronica e per le ferite riportate da altre ragazze dell’Istituto professionale intitolato a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale. “Nello stringersi con affettuosa solidarietà ai famigliari e alla comunità scolastica – continua la nota – il Capo dello Stato auspica e sollecita il più rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile”. Poi ha rinnovato l’appello “alla vigilanza e al fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva”.

 

Beppe Grillo: molto ambiguo e molto democristiano! E ai Castelli romani, i grillini ancora più ambigui e confusi!

Partito dei Comunisti ItalianiComunicato pdci Marino.

L’Ansa e CastelliNotizie  nella giornata di oggi (giovedì 17 maggio) hanno riportato cronache politiche e informazioni importantissime e illuminanti di cosa è Beppe Grillo politicamente, e di cosa sia il Partito-non partito M5S. Grillo che solo pochi giorni fa ha, finalmente esplicitato che lui e M5S sono un Partito e che si valutano – alle prossime politiche – come una forza al venticinque per cento, beppe grillo ad un comizioha anche immediatamente cominciato a comportarsi come un “vecchio squalo della politica: un vecchissimo democristiano”. Arnaldo Forlani e Ciriaco De MitaFa finta di non comprendere le domande. Non risponde pubblicamente ad accuse politiche ben precise. Per questo sostiene pensieri che sono “finte banalità”, per eludere il tema cruciale. Infatti, parlando a Comacchio dice (fonte Ansa) Ai ballottaggi ”il Pdl dice di votare per noi? E’ una presa per il culo, nessun partito si puo’ permettere di dire cosa votare: non c’e’ l’usucapione del voto”. Forse, davvero pensa il Beppe politico che qualche imbecille che dirige una qualsiasi realtà organizzata in una consultazione elettorale vocalissima, non sappia che ogni cittadino può votare come vuole? Oppure, al contrario, non sa davvero che in molte realtà non i partiti (per lo meno non tutti) non la politica (che è la differenza delle proposte ai cittadini che presenta chi si contende), ma i gruppi di potere (e pure in presenza di pezzi di partiti, o partiti, o singoli personaggi, sono comunque riconducibili ad “affari”) agiscono e possono determinare le pressioni e i convincimenti? Ecco, siccome, noi crediamo che Grillo non sia uno sprovveduto, allora quella risposta del cavolo, vuol dire una cosa sola: che non mandare, come fa nelle sue invettive famose, affanculo, il PDL a Parma, quando gli pronuncia voti a favore, lo fa solo da mestierante. Non credo ad un Grillo venduto, né ad un compromesso per il dopo. Semplicemente, mantenendo questa “ambiguità” consente, pensa Grillo, al M5S di prendere un paio di voti in più. E’ un calcolo miope e va proprio contro quelle persone, quel movimento, quelle cose sostenute anche dai grillini parmigiani, contro la corruzione a Palazzo di città, e la conseguente cacciata di sindaco e giunta del PDL.Palazzo municipale di Parma Tra le cose che non tramontano, caro innovatore Grillo, c’è la coerenza per buoni ideali, giuste idee, sagge scelte, lotte indispensabili, consenso chiaro. Tutto questo, con l’ambiguità e senza il vaffanculo al PDL, Grillo e M5S lo buttano a mare!

Nella stessa giornata, un buon articolo di Stefano Corradi su CastelliNotizie, ci ha messo a conoscenza di pensieri, azioni, e vacuità di cui è condito il M5S ai castelli romani. Cose da far cadere le braccia! Non per le persone, che saranno (non le conosco) tutte degne di note e volonterose. Ma per quello che dicono, per quello che non dicono; per quello che scelgono e quello che non scelgono.domenico serafini, M5S Frascati Infatti gli esponenti Emiliano Bombardieri del meetup di Albano Laziale, Marco Fermanti di Genzano, Domenico Serafini del Movimento Cinque Stelle di Frascati e Paolo Trenta di Velletri, in varie risposte date al giornalista Corradi offrono questa collezione:

-Non essendo un partito non ci sono diktat dall’alto. (Bene sul no ai diktat, ma occorre avere una linea comune con Grillo per sapere se M5S è o no un partito. A me sembra di si. Quindi qui c’è un problema);

- Per l’assenza della lista M5S nelle recenti comunali: Ci vogliono persone capaci di mettere su una squadra e avviare un processo del genere: ci vuole mobilitazione nel territorio e lavorare in mezzo agli elettori.emiliano bombardieri, M5S Albano Non si può pensare di presentare liste sulla scia dell’entusiasmo e magari presentarsi giusto per la voglia di starci. Il movimento ormai è una realtà solida che non può commettere errori del genere: non c’è più spazio per l’improvvisazione. A Lariano per esempio c’erano diversi simpatizzanti e noi avremmo dato sicuramente una mano ma non si sono create le condizioni per la presentazione della lista. (Cioè, ci dicono che è necessario avere una presenza M5S, finalizzata anche alla presentazione di liste, ma mancano “persone capaci” e poi “non c’è più spazio per l’improvvisazione”. (Siamo al vorrei ma non posso. E perché allora sarebbe necessario? Non è dato sapere);

- Il cuore del problema del movimento è: . I problemi non mancano: un gruppo eterogeneo fatto da persone di diversa estrazione sociale e culturale che si ritrovano su argomenti “facili” come raccolta differenziata, acqua, piste ciclabili e tagli alla politica ma che trova difficoltà nel trovare una sintesi e una posizione su laicità, aborto, scuola, immigrazione e politiche sul lavoro.marco fermanti, M5S Genzano (Cioè, spiegano gli interessati a dirigere il M5S nei Castelli su argomenti generici siamo d’accordo. Ma se approfondiamo, insomma se vogliamo costruire una proposta politica credibile, rischiamo di dividerci prima di cominciare);

Poiché non c’è cosa peggiore del silenzio e della confusione, quando ci si vuole rivolgere ai cittadini che si interrogano sul miglioramento o sulla difesa di diritti, di futuro, di qualità del vivere, sarà bene che, guardandosi un po’ intorno, i sostenitori-rappresentanti di M5S rispondano ai quesiti:paolo trenta, M5S Velletri

  1. Qual è il programma di vita economica (vocazione-aspirazione) che pensate per i Castelli romani?
  2. Qual è il cambiamento che vorreste proporre sulla qualità-gestione del potere locale nei Castelli? Facendo esempi: per le giunte di centrosinistra e per quelle di destra.
  3. Quale iter avete in mente per proporre liste locali di M5S?
  4. Eventualmente – visto che casi concreti si stanno verificando –, ai ballottaggi sareste comunque anti-sinistra o manderete affanculo il PDL locale?

Non sono tutte le domande possibili. Ma per cominciare, dovreste sentire (oltre la cortesia politica, che può non interessare) l’obbligo, nei confronti dei cittadini, anche vostri ipotetici sostenitori, di dare qualche risposta.

Attendo, fiducioso, ma senza sconti.

NB di seguito il link all’articolo citato:

http://www.castellinotizie.it/2012/05/17/nessun-grillino-alle-amministrative-dei-castelli-ecco-i-perche-dei-movimenti-a-5-stelle/

 

Disoccupato si impicca a Gravina di Catania

di maurizio aversa

(Dalle agenzie di stampa, da Repubblica Palermo e dal Messaggero.it, abbiamo appreso questa tragica notizia.)

Dopo suicidio riceve offerta di lavoro

Moglie manovale impiccato, ‘Perche’ non l’avete fatto prima?’

Salvatore Bua, suicidatosi stamane perché depresso in quanto disoccupato, da sei mesi era senza lavoro fisso. Era un muratore di 53 anni, Salvatore Bua, disperato perchè da sei mesi aveva perso il lavoro, si è suicidato nella sua abitazione di Gravina di Catania. Gravina di Catania, la ChiesaL’uomo si è impiccato con un filo elettrico. Ultimamente non trovava più neppure sistemazioni saltuarie. Una chiamata per un cantiere edile sarebbe arrivata questa mattina, la moglie avrebbe risposto tra le lacrime all’impresa “perché non avete chiamato prima…”. L’uomo si è suicidato nel bagno di casa. La moglie di Salvatore Bua lo ha sentito alzarsi dal letto e non vedendolo tornare è andata a controllare e lo ha trovato morto. Lascia tre figli: una femmina, sposata, e due maschi di 18 e 24 anni, quest’ultimo è tornato ieri dalla Svizzera, dove lavora.

Commento.

Sicuramente non c’è un nesso causa-effetto tra la seduta del Consiglio dei Ministri ultima e il suicidio di Salvatore. Sicuramente non è immediatamente consequenziale il gesto di Salvatore agli agguati, ai litigi, al primeggiare in una contesa senza senso, tra Alfano-Berlusconi, Casini-Fini-Rutelli, e Bersani.

Però non c’è chi non pensi immediatamente che, in altro modo condotte le cose italiane, in altro clima vissuta la realtà lavorativa e la stagione dei diritti e dello Stato sociale, avrebbe abbassato l’asticella delle possibilità della negatività diffusa. Della disperazione palpabile in ampie fasce di popolazione. Qualcuno vuole negare tutto ciò? C’è un qualche imbecille che si atteggi a Berlusconi che decanta il “va tutto bene” mentre ci sfracelliamo contro non si sa cosa?

Per questo, dopo esserci stretti affianco alla vedova e ai familiari, dopo aver pianto un’altra vittima della barbarie del capitalismo selettivo, ci ribolle il sangue e ci spinge a non tacere le colpe e i rimedi. Colpe che devono dare corpo non a vendette, ma a un nuovo modo di pretendere convivenza civile e rispetto dell’eguaglianza sociale. Rimedi che devono immediatamente buttare a mare tutte le vecchie ricette “uniamoci tutti” urla Casini. Per fare che? Per dire che il “nemico crisi” era extraterrestre e ci ha colpito alle spalle? Qualcuno dica a Casini, e soprattutto a Bersani, che il rimedio. Quello pragmatico, quello della via emiliana, quello storico della sinistra italiana è già tracciato: alternativa di politiche economiche. Cambio di sistema. Guida politica della rinascita del Paese affidato ai lavoratori e ai loro rappresentanti.

Ecco, una tragedia, la più singola e la più umile, non può essere offerta per il sacrificio di qualche comparsata di eccellenze della Chiesa di capi istituzionali impotenti o renitenti. In questi mesi, sta avanzando, accompagnata dalla tragedia di singoli, della loro solitudine e disperazione, una nuova volontà di far valere idee e ideali che hanno il sapore già noto della fiducia, della condivisione delle battaglie, delle idealità che smantelleranno l’individualismo esasperato culturalmente e socialmente a servizio solo di un capitalismo fatto di macelleria sociale, di numeri da trattare, di perone da ignorare. Una postilla sulla questione del lavoro in edilizia che sta diminuendo. A parte i due noti fenomenoni del calo “ufficiale” perché c’è il nero e ci sono gli immigrati ricattati. C’è da ricordare, sempre a proposito di alternativa e rimedi, che l’espansionismo e lo sviluppismo edilizio non portano che a un vicolo cieco. Mentre la più grande opera pubblica italiana, quella della manutenzione straordinaria degli immobili ultraquarantennali e della strutturazione del territorio, proprio in periodo di crisi, possono essere volano di milioni di posti di lavoro. Ma il capitalismo nostrano, quello finanziario europeo, quello di Monti e di Casini, Berlusconi e Bersani che lo sostengono, non hanno la forza o non vogliono farlo. Per questo è giusto che si vada al voto domattina: per fare scegliere ai cittadini. Se tollerano che ogni tanto un Salvatore si tolga la vita perché non vede via d’uscita, oppure se ampliare la schiera del lavoro e dei lavoratori costruendo un’altra Europa: fatta di persone e popoli, non di banche e capitali!

 

LA FEBBRE DEL SABATO


di maurizio aversa

 

Riuscito il corteo organizzato dalla Federazione della Sinistra contro la crisi. I segretari del Prc, Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto del Pdci, hanno lanciato la proposta politica di un’alleanza con Sel e Idv. Chiesto lo sciopero generale contro Monti. Questo il riassunto della magnifica giornata di sabato 12 maggio degli almeno quarantamila uomini e donne, comunisti e della sinistra presenti a Roma.l'abbraccio sul palco di Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero

La cronaca racconta di una giornata intensa. Calda sotto il profilo del bel sole di Roma che ha accolto i manifestanti. Calda per il clima di concordia politica – e pensare che c’erano innumerevoli gruppi e mini gruppi e aree organizzate di pensiero ed elaborazione autonoma – che ha pervaso tutti gli slogan, i canti, le parole d’ordine durante tutto lo svolgimento della manifestazione. Il No a Monti era sovrastante. Così come l’accusa di essere esecutore e mandante della linea di politica economica supina alla UE di Merkel e cioè del capitalismo internazionale e finanziario. La cronaca poi dice della quantità di uomini e donne, e giovani soprattutto, che si sono riversati nelle strade della capitale – forse alcuni per la prima volta, vista la giovane età – in modo caldo-gioioso e politicamente maturo. Lo striscione della Federazione della Sinistra apriva il corteoLa cronaca descrive anche della partecipazione di molti militanti, lavoratori, o ex lavoratori arrabbiati e “incazzati”, altro che sobriamente contrariati!

Ma, oltre la cronaca nazionale, c’è la descrizione della partecipazione, in evidenza nei discorsi finali sul palco all’ombra del Colosseo, svolti dai rappresentanti dei partiti comunisti e di sinistra della Grecia, del Portogallo, della Francia, del gruppo della sinistra europea nella UE. Interventi tutti volti ad affermare che la “crisi” poiché non nasce da un problema di un qualche paese, va letta come crisi del modello e delle relative politiche capitaliste. Quindi la “cura della crisi” non può essere ricercata a livello di ogni singolo stato o nazione o regione economica: vanno cambiati il ruolo dell’Europa e le sue politiche. Va rimesso il potere in mano al popolo, ai cittadini europei, e tolto dalle mani della finanza, della speculazione e del capitalismo internazionale.i comunisti dei Castelli romani

Per questo va costruito, hanno ricordato Diliberto e Ferrero, un percorso e un soggetto politico che gestisca, che guidi, che sia di riferimento dei lavoratori e degli oppressi, perché sia in grado, rappresentando gli ultimi, di avere una forza sufficiente per cambiare lo stato di cose attuali. Ecco come nasce l’ipotesi di appellarsi a Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola e all’Italia dei Valori di Di Pietro, di mettere assieme le forze per fare fronte comune. Questo fronte comune, hanno spiegato i segretari comunisti, non solo danno più forza e visibilità alle idee di Sinistra, ma possono permettere a una parte del PD di interrogare se stessi e il proprio partito sull’errore macroscopico che si sta compiendo da parte del partito di Bersani nel perseguire l’idea di inseguire Casini e l’UDC.

Che cosa dobbiamo attenderci dopo questa proposta lanciata a livello nazionale? Appunto, sarebbe un errore proprio attenderci qualcosa! Non c’è nulla da attendere. C’è da riflettere se condividere o no questa analisi e questa via d’uscita. Se questa linea politica di Unire la Sinistra è la scelta saggia che può consentire ai territori, quindi nei luoghi di studio e lavoro e nei Comuni di fare politica unitariamente, intanto tra Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà e Italia dei Valori. A partire da qui, da questo profilo della nuova sinistra quale concretamente si sta permeando nella società di ogni comunità locale, può essere trovata la risposta per ogni singola forza politica, per ogni singolo dirigente e attivista, per ogni espressione politica e movimento che in questa “opzione nazionale” non è stato citato.

 

ATTACCO AL PAESAGGIO DALLA REGIONE. Denuncia dei comunisti marinesi.

La  nota della Federazione della Sinistra (Prc, Pdci) che viene qui pubbblicata, è stata già inviata alla stampa. Molti operatori di quella on line l’hanno già ripresa. Per questo ne riportiamo, significativamente, alcuni link ai loro siti. In un momento (diciamo circa vent’anni) in cui l’industria culturale e l’informazione vengono sempre più irregimentati e gli spazi di voce autonoma (spesso locale o degli ultimi della società -leggi lavoratori-) compressi, annullati, ci viene naturale ringraziare tutti coloro che professionalmente, culturalmente, socialmente e politicamente si sono posti il problema e rispondono concretamente dando voce a notizie e commenti che, altrimenti, sarebbero divulgati solo con metodi tradizionali (volantino, manifesto, passa parola). Grazie. m.a.

 

Comunicato. Maggio 2012

DA MARINO, OBIETTIVO DI ENORMI SPECULAZIONI, FORTE DENUNCIA DEI COMUNISTI: LA REGIONE ATTACCA IL PAESAGGIO!

A proposito della notizia apparsa sui mezzi di informazione sulla approvazione in Commissione Regionale di un provvedimento volto a dare vita ad una legge per poteri delegati ai comuni in materia paesaggistica, c’è una presa di posizione della Federazione della Sinistra di Marino (Prc, Pdci). In particolare, si tratta del via libera dalla commissione Urbanistica del Consiglio regionale del Lazio che riguarda le autorizzazioni paesaggistiche, previste per molti interventi edilizi. “Attualmente – ha spiegato l’assessore Luciano Ciocchetti – è la Regione che esamina le pratiche e chiede il parere delle Sovrintendenze. Luciano Ciocchetti (UDC) Vicepresidente Regione LazioSi tratta di una mole di lavoro enorme, quando sono stato nominato assessore erano oltre 6mila le pratiche in attesa. Con il piano casa le richieste sono addirittura in aumento. Con questa proposta deleghiamo ai Comuni tutte le autorizzazioni sugli interventi minori, compresi quelli previsti dalla legge sul recupero dei sottotetti e, appunto, dal piano casa”. E’ prevista la possibilità per i Comuni di istituire apposite commissioni composte da esperti per esaminare le richieste. Alla Regione restano i poteri di controllo e di vigilanza sull’operato dei Comuni. In caso di inadempienza può esercitare i poteri sostitutivi.

Veduta della campagna romana, a MarinoMaurizio Aversa (Pdci) e Romana Paolini (Prc) rilevano infatti che l’iniziativa legislativa è ammantata di falso decentramento dei poteri. Questa scelta politica forte della Regione Lazio sta a significare che nell’ambito territoriale minimo – il comune – ognuno potrà fare quel che gli pare se parrà al governo locale di quel comune! Con la messa in pace di chi valuta gli impatti ambientali, il ricorso a criteri oggettivi di salvaguardia sovracomunali ecc. parcoappiaanticaCi si potrà trovare così, nella situazione che, ad esempio, due differenti Comuni,insistenti in un Parco archeologico o naturale, potranno adottare misure differenti per (legittime o amicali) richieste di rispettivi cittadini! E’ semplicemente una vergogna! La nostra censura e la nostra bocciatura non sono teorici. Infatti, proprio perché stiamo conducendo una battaglia nei due grossi movimenti che contrastano a Marino chi persegue l’assalto al paesaggio con l’insana idea di realizzare un milione di metri cubi di cemento (cioè il raddoppio di una cittadina come Frattocchie); vediamo tutto questo agire di Ciocchetti e della Giunta Regionale come una coincidente attività per gli interessi dei palazzinari e degli speculatori. In barba ai mercati (qui non si vende una casa! Ci sono centinaia di case vuote!), in barba alla salvaguardia ambientale (qui siamo nel mezzo di due Parchi: dell’Appia Antica e dei Castelli romani), in barba alla volontà dei cittadini che sostengono la salvaguardia dell’area Mugilla-Divino Amore). Per noi comunisti, ma sappiamo che anche per tutta la sinistra e molte realtà organizzate sul territorio, questo misfatto politico regionale, non fa che rafforzare l’analisi delle nostre battaglie contro una differente e alternativa gestione del territorio e fa aumentare il nostro impegno di vigilanza e di ricerca del consenso tra i cittadini per questa giusta battaglia. 

(i link ai siti che hanno già pubblicato)

http://www.osservatorelaziale.it/index.asp?art=1547&arg=26&red=6

http://www.castellinotizie.it/2012/05/12/piu-poteri-in-materia-paesaggistica-la-sinistra-di-marino-non-ci-sta/

http://www.controluce.it/politica/politica-lazio/item/56116-attacco-al-paesaggio-dalla-regione.html

http://www.eccolanotiziaquotidiana.it/marino-attacco-al-paesaggio-dalla-regione-con-lobiettivo-di-enormi-speculazioni-forte-denuncia-dei-comunisti/

http://rifondazionemarino.wordpress.com/2012/05/12/attacco-al-paesaggio-della-regione/

 

TUTTINPIAZZA CONTROMONTI

di maurizio aversa

Beh, sembrano due parole strane, due termini nuovi, due neologismi. Invece è la semplificazione di due concetti fondamentali che per gridarli si fa prima ad assiemarli in due parole

 

TUTTINPIAZZA, sta a significare che non solo il 12 maggio la Federazione della Sinistra (prc e pdci) ha promosso e chiamato a raccolto il “popolo della sinistra” ovunque esso sia o si riconosca oggi (tra i comunisti, dentro sel, tra gli ecologisti, nelle esperienze di movimento, tra i socialisti coerenti di un riformismo forte e caratterizzato a sinistra, tra chi è persona, cittadino, lavoratore, insegnante, operaio ecc); ma che questa chiamata è fatta per mettere insieme e rendere protagonista proprio la Sinistra e le idee e a cultura di sinistra. I valori, la storia e il futuro della sinistra. Di fronte allo squagliarsi delle idee, dei disvalori e perfino della forza della destra. Che però, fino a che non sarà fatta una battaglia unitaria di lunga lena, è ancora in possesso del ruolo di serva del capitalismo – nostrano e finanziario – , dell’assalto alla democrazia concretamente e socialmente espressa (attacco alla partecipazione, ai diritti del lavoro, ecc); dell’attacco al futuro che viene costantemente rubato ai giovani in termini di non consentirgli di “contare” nelle scelte che si assumono per il domani!

CONTROMONTI, vuol dire semplicemente condividere una analisi che individua in Monti (Governo tecnico), esattamente il Governo politico che porta avanti il piano di capitalismo e finanza internazionale a cui risponde Monti perchè lì ha fallito Berlusconi. Qui sta l’errore del PD. Nel non cogliere pienamente questa analisi e nel non mandare a casa Monti. Proprio per ricostituire una possibilità di alternativa esattamente come accaduto in Francia. Per questo la piattaforma della manifestazione di sabato 12 maggio a Roma – da piazza della Repubblica fino al Colosseo, il corteo –   è ampia e inclusiva. Si rivolge proprio alla sinistra che pensa, dice e fa in Italia, nei mille luoghi ove si produce confronto, nelle fabbriche, nei territori, nelle scuole. Si rivolge ai gruppi dirigenti di Sel e dell’Idv, che a pochissimi giorni dall’appuntamento, pur senza indicazioni ufficiali dei partiti nazionali, cominciano a manifestare adesione e voglia di partecipazione in parecchie realtà. Non è questo, e non vuole essere, un braccio di ferro con le scelte nazionali. Semplicemente, invitiamo gli attivisti, i dirigenti locali, le persone, i compagni, le compagne, i lavoratori e i giovani, che hanno seguito questa parte della sinistra a condividere con noi la volontà di rendere le cose più semplici: manifestare unitariamente contro il Governo Monti, per una alternativa, dopo che da diversi mesi, sia la sinistra in Parlamento sia la sinistra fuori del Parlamento abbiamo gridato: Governo vattene, Monti dimettiti!

Qui di seguito il link della Conferenza stampa di questa mattina di Paolo Ferrero ed Oliviero Diliberto per illustrare i contenuti della manifestazione.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=dxNgDQPJlzU

 

BILANCIO. A MARINO IL CENTRODESTRA SI SFALDA. E C’E’ – NELLA MAGGIORANZA – CHI PROPONE, SENZA COERENZA E SENZA TRASPARENZA UNA INVERSIONE AD “U” !!! C’E’ SEMPRE PIU’ BISOGNO DELLA SINISTRA.

Comunicato. Maggio 2012.

I circoli e le sezioni di Sinistra Ecologia Libertà, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti italiani, hanno divulgato questo significativo testo a commento e denuncia politico-amministrativa sul vuoto di linea che pervade la destra al governo della città.

Siamo ai paradossi e al dramma che diventa farsa!

Non ci interessano le liti “interne” al variegato centrodestra fasci stico che governa Marino.

Però, non possiamo non vedere comportamenti e dichiarazioni che sono tritolo puro contro il buon senso, contro la tanto decantata “governabilità”, e contro qualsiasi coerenza politica e amministrativa di quanto strillato e promesso in campagna elettorale, e rimangiarsela ora.

In breve: un consigliere della maggioranza fascistica (abbastanza di destra tanto da esporre nella propria attività commerciale la foto di Mussolini: cosa che è illegale perché apologia di fascismo condannata dalle leggi e dalla Costituzione italiane), ha abbandonato il gruppo consiliare del PDL e ora va in giro a dichiarare che c’è un allarme bilancio al Comune.

Vero. C’è un allarme bilancio. Per colpa di Monti e dell’Europa. Vero, ma falso: perché è la prosecuzione del precedente governo Berlusconi e perché si possono fare scelte negli enti locali per spostare somme da una “voce” ad altre che si ritengono più adeguate alle scelte politiche e amministrative degli enti stessi.

Così, cogliendo, parzialmente questo aspetto, il consigliere fuggitivo, Gianni Chiappa, propone più attenzione (nel prossimo bilancio) alle questioni sociali!

Bravo! Ma in campagna elettorale si è preferito spendere soldi per rifare una piazza (pensate un po’, proprio di fronte alla attività commerciale del consiglier fuggente) che era nuova, senza allarmarsi più di tanto per lo spreco di denaro pubblico. Perché la parola d’ordine era “va tutto bene. Appunto! Tornando alla proposta: spostiamo più attenzione sul sociale, non può significare semplicemente “caro assessore pensaci tu a trovare altri soldi”. Perché altrimenti mancheranno entrate che andranno a prendere dagli oneri urbanistici per le concessioni (altro cemento!). Invece, si potrebbe dire: aveva ragione il centro sinistra. Aveva ragione la Lista Sinistra per Marino. Aveva ragione la Sinistra quando chiedeva il voto ai cittadini per: eliminare il ricorso ai lavori pubblici dati con cottimo fiduciario (che ha ammazzato le casse comunali e allevato tante ditte amiche contente di lavorare col comune); eliminare il ricorso all’urgenza perché si sa dove si parte e non si sa dove si arriva (infatti soldi a palate sono stati impegnati e spesi per il “museo del cinema”, detto, ridetto, nominato, strillato, mai realizzato che ha avuto per risultato l’eliminazione di uno spazio democratico pubblico al centro storico di Marino); favorire il welfare e le spese sociali per il popolo, per i meno abbienti, per la cultura.

Tutte scelte che il centrodestra, a parole in campagna elettorale, e coi fatti amministrando, non ha mai voluto fare. Ora, il consigliere in fuga (che è l’unico a parlare, ma non l’unico a lamentarsi) che vuole fare? Avrà il coraggio di riconoscere la nostra analisi e la nostra proposta? Non ci interessa, e sono fatti suoi. Però è bene, invece, che tutti i cittadini sappiano che è questo il livello della crisi. Il livello della incapacità amministrativa e politica della destra che sta a Palazzo Colonna. L’urgenza di predisporsi per una alternativa che, col vostro consenso, solo noi possiamo garantire nella inversione di tendenza attuale. Non da soli ovviamente, auspichiamo anzi di continuare su questa strada, assolutamente alternativa alle Destre, con tutto il Centrosinistra. Lavoriamo per questo, da tempo, con impegno, per poter offrire una vera e solida alternativa di Governo. Ma a cominciare dalle scelte e dai contenuti politici e sociali della Sinistra.

 

Francia: Francois Hollande è Presidente. Commenti, conseguenze politiche, ripercussioni in Italia.

di maurizio aversa

Qui di seguito ci sono una serie di dichiarazioni dall’Italia sull’esito del voto in Francia. Voto che ha visto, dopo l’appoggio della Sinistra Unita (Comunisti, movimenti ed altri) al Partito Socialista di Hollande (che aveva ottenuto già l’assenso dei moderati), la vittoria con il 51,9% del candidato socialista sull’uscente Sarkozy.Francois Holland e Valerie TrierweileQuest’ultimo nel suo discorso ufficiale di riconoscimento della sconfitta, ha anche annunciato che si ritirerà dalla scena politica di primo piano, pur non ritirandosi dalla attività politica. Lascia le redine del Partito (UMP) in mano ad una triade che dovrà affrontare tutte le conseguenze e la gestione della probabile debacle che l’UMP subirà nelle elezioni legislative che si terranno a breve. La preoccupazione dell’UMP è che l’astensione della destra fascista di Marine Le Pen, non solo gli è valsa la sicura sconfitta, ma probabilmente gli sottrarrà consensi alle legislative. Come noterete, i commenti, sia quelli banali che quelli più impegnativi e di prospettiva, si misurano tutti con la politica europea ed il suo significato di “sacrifici” imposti ai singoli paesi e quindi anche all’Italia. Infatti, sono gli stessi commenti che mettono in relazione il voto francese e quello greco proprio con questi temi.

(ANSA) – ROMA, 6 MAG – “Se i primi exit poll che riguardano le elezioni presidenziali francesi saranno confermati, il successo di Hollande può aprire uno spiraglio per correggere quegli accordi che contribuiscono a peggiorare la recessione economica in cui è avvolta l’Europa”: lo afferma Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, sottolineando che “Merkel e Sarkozy hanno disintegrato l’unità politica”, e non solo, del Ppe. La vittoria di Hollande mette peraltro in luce, conclude, l’assenza di una visione comune del Ppe.

(ANSA) – ROMA, 6 MAG – “La vittoria di Hollande può essere salutare per l’Europa. Ho più dubbi che lo sia per i francesi”. Lo dice Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, su Twitter. “La vittoria di Hollande e i risultati in Grecia sono due facce della stessa medaglia: si chiede un cambio forte all’Europa!”, aggiunge.

(ANSA) – ROMA, 6 MAG – “E’ evidente dai vari risultati elettorali una domanda di cambiamento delle politiche europee. Di fronte a tutto quello che sta accadendo e’ anche indispensabile che si apra una riflessione di fondo nel Partito Popolare Europeo, finora anch’esso dominato come l’Unione Europea dalle posizioni tedesche”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl. “E’ tempo che il Pdl si faccia sentire non soltanto in una chiave diplomatica ma per confronti di merito sugli aspetti programmatici”, conclude.

Oliviero Diliberto: Quando le misure di massacro sociale, mascherate da austerità, si presentano alle elezioni vengono sonoramente bocciate, questa è la realtà. Le scelte della Bce, imposte dall’Unione europea, che tagliano salari, pensioni e servizi, non solo sono inique, ma depressive e i popoli d’Europa se ne stanno rendendo conto in modo inequivocabile. La sinistra, ottiene buoni risultati, come si vede dalla straordinaria avanzata delle sinistra in Grecia e dalla vittoria di Hollande in Francia, quando propone una via d’uscita basata sulla redistribuzione del reddito e sul sostegno dei consumi. Sta soffiando un vento nuovo che dobbiamo cogliere: è tempo di costruire l’unità delle forze democratiche, progressiste e di sinistra nel nostro Paese.

Nichi Vendola: La sinistra che difende l’Europa sociale, l’Europa dei diritti e del welfare, vince ovunque.La sinistra che sventola la bandiera del liberismo e del rigorismo viene travolta. Festeggiamo la vittoria di Francois Hollande come l’inizio di un rivolgimento che puo’ e deve cambiare radicalmente il volto del nostro Continente. E’ arrivato il momento di mettere la parola fine ad un’Europa della destra segnata da egoismo, da precarieta’, dalla paura.

Pierluigi Bersani: Pier Luigi Bersani a Rainews 24 il voto francese dice, riferendosi all’Italia: «la ricostruzione del paese può essere affidata a forze progressiste, moderate, contro populismi e destre fallimentari. Questo è un tema europeo e ce ne accorgiamo se non guardiamo solo alle nostre faccende domestiche». Per il leader dei Democratici è una «bella notizia per l’Europa, è una vittoria che attendevamo e credo che questo possa essere un passo determinante per invertire il ciclo disastroso dei governi delle destre e anche per sconfiggere questi venti populisti e regressivi che si fanno sentire in Europa».  

COMMENTO. Da osservatore politico, noto quanto segue.

1. Che le due dichiarazioni distinte di Cicchitto e di Bondi (entrambi del PDL, ma evidentemente ispiratori e portavoci di due anime dalla destra italiana) dicono la stessa cosa: che la “recessione” è colpa di Merkel e Sarkozy. Che anzi questa situazione ha anche danneggiato il PPE (il partito popolare europeo in cui si riconoscono Sarkozy, Merkel, Berlusconi, Fini, ecc.). Che ora giunto il momento da parte del PDL di far sentire la propria voce. Questo ultimo aspetto, con la mano calcata sul “merito dei programmi”, lascia intendere anche un comportamento ancora più ostile – se non ricattatorio, come lo è stato nei giorni scorsi Berlusconi che è tornato a parlare in pubblico – nei confronti del Governo Monti.

2. La banalità della dichiarazione di Casini è disarmante. Grecia e Francia, secondo il leader UDC col voto esprimono voglia di cambiamento rispetto alle politiche UE. Ora a parte la differenza di tasso di scontro politico nei due paesi – basti ricordare che in Grecia, il leader al governo a settembre chiese di fare un Referendum sulla UE e il suo piano economico e fu bloccato dalla stessa UE! -, è a tutti evidente che quello è il dato (la crisi mister Casini, ne ha sentito parlare?) da cui tutti i soggetti e da cui tutte le persone sono partite per qualsiasi ragionamento. Quindi affermare quella banalità si giustifica solo con una assunzione di un bel litro di vino, oppure del non avere nulla da dire. Tanto per tirare a campare. Invece, la dichiarazione di Casini contiene un giudizio dal quale non si è risparmiato: che la vittoria, forse salutare per l’europa, non lo sarà per i francesi. Era meglio spiegare. Perché la Francia sarà fuori dall’europa se ci sarà più salute europea? Perché è semplice antisinistra-anticomunismo che fa muovere già una opposizione preconcetta contro Hollande ancor prima di insediarsi? Non è dato sapere. Ma Casini ha vaticinato: seguiremo il volo degli uccelli.

3. Pierluigi Bersani sostanzialmente ci dice due cose: che ora è dimostrato che ci si può affidare, per uscire dalla crisi, a “forze progressiste, moderate, contro populismi e destre fallimentari”. E che questo risultato era atteso per invertire la tendenza europea. E’ troppo semplice chiedere a Bersani come fa a dare questo giudizio su forze (quelle francesi) che si sono rifiutate di aderire alla chiamata di Sarkozy per aiutare la Francia in difficoltà? Ovvero, la sinistra, i comunisti, i movimenti hanno dato un segno di alternatività. In Italia? Una gran parte della sinistra, i movimenti, i comunisti sono fuori dalla chiamata di Monti (il tecnico, sic!); così non è per il PD. In Francia i Socialisti sono e sono stati alternativi all’UMP di Sarkozy. Come tradurrà dal Francese in italiano Pierluigi Bersani, UMP che è PDL e PS che è analogo a PD? Come spiega, anzi, perché non spiega, che intanto che acclama la vittoria non chiede scusa perché qui pur essendoci un’altra strada (avremmo potuto votare anche noi oggi, nda) è stata perseguita quella di PDL, PD e Terzo Polo a sostegno del governo Monti (gradito e ricercato anche da Merkel-Sarkozy)? Appunto, siccome non c’è questo nelle dichiarazioni di Bersani, non è ancora dato sapere. Aspetteremo le immancabili voci di “dissenso” di poche vedove nere, ben asserragliate all’interno del PD che nei prossimi giorni si distingueranno. Ma l’unico modo politico vero che chi dissente, oggi potrebbe far emergere, proprio dall’interno del PD, è partecipare allo sciopero contro Monti del 12 maggio proclamato dalla Federazione della Sinistra, dai comunisti. Sarà così? Vedremo.

4.  Vendola dice che “La sinistra che sventola la bandiera del liberismo e del rigorismo viene travolta”, è vero. Il suo riferimento è, ovviamente alla situazione greca innanzitutto. Così come è chiaro che la sconfitta passa della destra passa per la sconfitta stessa del “programma” della destra che è stata ed è segnata da egoismo, da precarieta’, dalla paura. Anche qui, oltre il piacere di una comune analisi a voler vedere una controtendenza da parte dei cittadini coinvolti (col voto in questo caso); deve essere messo in campo un senso di unità sull’abbattimento della crisi. Allora non si comprende perché, ad esempio, a pochi giorni dalla manifestazione-sciopero generale contro il governo Monti, nonostante tutti i giusti distinguo che Sel compie nei confronti del PD, non si è ancora trovato il coraggio el’autonomia politica per aderire a questo consenso di piazza, a questo momento di lotta, a questo appuntamento politico e sociale che i comunisti, i movimenti, la Federazione della Sinistra hanno promosso a Roma per il 12 maggio. Ripetiamo, non si capisce perché.

5. Infine, il commento di Oliviero Diliberto, Federazione della Sinistra-Pdci, nella sua chiarezza  quello che al momento meglio di ogni altro qui esposto, racchiude il senso per l’europa e per il paese, per la gente in carne ed ossa, a cominciare dai lavoratori e dai precari, su quanto si apre di possibilità di cambiamento dopo questi esiti Francese e Greco. Dice Diliberto: Quando le misure di massacro sociale, mascherate da austerità, si presentano alle elezioni vengono sonoramente bocciate, questa è la realtà. Le scelte della Bce, imposte dall’Unione europea, che tagliano salari, pensioni e servizi, non solo sono inique, ma depressive e i popoli d’Europa se ne stanno rendendo conto in modo inequivocabile.” E’ la pura verità. Se manca il confronto vero, in fabbrica, come in Parlamento, con le elezioni non svolte, come con l’informazione a senso unico che toglie spazio ai sofferenti della società, sembra che tutto vada bene: come era il leit motiv berlusconiano. Ma se si usano gli strumenti partecipazione democratica, a cominciare dal voto: è la scoperta dell’acqua calda, chi sta male protesta, si ribella, urla al cambiamento. Infine, ricorda Diliberto, non è solo protesta, ma la sinistra, ottiene buoni risultati, come si vede dalla straordinaria avanzata delle sinistra in Grecia e dalla vittoria di Hollande in Francia, quando propone una via d’uscita basata sulla redistribuzione del reddito e sul sostegno dei consumi. Sta soffiando un vento nuovo che dobbiamo cogliere: è tempo di costruire l’unità delle forze democratiche, progressiste e di sinistra nel nostro Paese.

Auspichiamo che molti, tra i lettori, vorranno prendere in seria considerazione divenire a Roma a manifestare contro il governo Monti il 12 maggio. Perché è una festa che dà l’avvio alle ipotesi e speranze di cambiamento più vasto (europa); perché è un momento di lotta contro misure che stanno mettendo la stragrande maggioranza dei cittadini nella colonna delle statistiche di “quelli che non ce la fanno più”; perché potremo saggiare, dalle piazze, quanto da certa manfrina di teatro della politica non riesce ad emergere: l’unità del popolo, l’unità della sinistra, l’unità delle forze per il cambiamento.

 
 
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